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servetheego
With the lights out it's less dangerous
5 aprile 2008
[Insanity] Strange days


Dopo qualcosa come 11 mesi ho ricominciato ad andare in palestra. Convinta di essermi liberata del mio più grande incubo, l'istruttore che c'era l'anno scorso.
Illusione che si è infranta quando ho rimesso piede in sala attrezzi per fare il primo allenamento cardio. Sempre lì. Sempre lui. E la mia intolleranza per l'homo palestratus si è rifatta sentire in maniera prepotente.

Sono giorni strani, di conquiste e di perdite.
Ho chiuso (o quasi) un'amicizia decennale perchè mi sono resa conto di non essere particolarmente importante per questa persona, ma solamente un ripiego.
Ci ho messo tantissimo ad accorgermene. Ma come si dice, meglio tardi che mai.
Questo non toglie la tristezza che mi ha travolta però solamente stamattina, quando ho realizzato che l'ultimo ponte che collegava il mio passato al mio presente è caduto la sera stessa in cui ho discusso con lei.
Ora ci sono solo io, con quello che ho oggi. Niente amici con cui ricordare "i bei tempi", sono tutti spariti nella nebbia. Un passo dopo l'altro, in questo viaggio a ritroso nelle profondità della mia anima. Perdo l'equilibrio, ma quando lo riacquisto sento di avere raggiunto un altro livello di consapevolezza.

Io ti ho vista già, eri in mezzo a tutte le parole che
non sei riuscita a dire mai.
Eri in mezzo a una vita che poteva andare ma
non si sapeva dove...
Ti ho vista fare giochi con lo specchio
e aver fretta di esser grande
e poi voler tornare indietro quando non si può.



L'altra sera ero a cena con D., un mio carissimo (e nuovo) amico. Frase chiave della serata (pronunciata ovviamente dalla titolare del blog) era "non capisco".

Non capisco come mai certi miei coetanei abbiano tutta questa fretta di accasarsi. Martedì ero all'esselunga e ho incrociato la coppia storica della mia prima compagnia. Per poco non ho collassato quando ho visto che in quella specie di zaino alla rovescia che aveva lei c'era una bambina. Sono sposati da neanche un anno e già hanno una figlia. Possiamo parlarne? Voglio dire, ma siete sicuri di essere pronti per essere genitori? Cosa avete di effettivamente vostro? Siete un collage di "tradizioni" e "non ho altra scelta se non essere così".

Non capisco perchè tutti i miei familiari si ostinino, ogni sacrosanta volta che ne hanno l'occasione, a chiedermi quando mi sposo. Addirittura qualche settimana fa si sono lanciati nella programmazione del mio pranzo di nozze. Chiaramente senza coinvolgermi nella discussione. Tanto io che ruolo avrei in un'occasione del genere? Marginale. Certo, come no. Cosa ancora più importante dimenticandosi del tutto (e di proposito) come la penso sul matrimonio. Quando l'ho solo accennato sono partiti i ricatti emotivi. Colpo non basso, di più. Ma possibile che sia destinata all'inferno, nel girone dei lussuriosi, solo perchè non voglio una fede al dito e l'unico contratto che mi legherà sarà quello relativo all'appartamento dove andrò a convivere? Vabbè dai, almeno non patirò il freddo e mi farò due chiacchere con Paolo e Francesca. E se ho fortuna incontro pure Jhon Holmes. Mica pizza e fichi.

Io ti ho vista già eri in mezzo a tutte le tue scuse
senza saper per cosa.
Eri in mezzo a chi ti dice "scegli": o troia o sposa.
Ti ho vista vergognarti di tua madre
fare a pezzi il tuo cognome
sempre senza disturbare che non si sa mai.


Non capisco per quale strano motivo a volte questi discorsi mi rendono triste.
Forse perchè in quegli sproloqui non c'è la minima attenzione a ciò che sono stata e soprattutto a quello che sono oggi.
Quello che faccio oggi, che mi rende felice nonostante le mille difficoltà che devo affrontare.
Ho combattuto con i denti e ho ancora molte ferite che si devono rimarginare, inflitte da me stessa ma anche da chi non ha avuto nessun riguardo nei confronti della mia Anima. Ma i più sembrano non accorgersene neppure.

C'è un posto dentro te che tieni spento
è il posto in cui nessuno arriva mai
quella che non sei.

Ti ho vista stare dietro a troppo rimmel
dietro un'altra acconciatura eri dietro una paura
che non lasci mai.


Ho chiuso a lungo fuori da me stessa il mondo. Terrorizzata.
Ora ho spalancato porte e finestre, respirando a pieni polmoni l'aria fresca.

Ma ho bisogno di tempo per prendere il ritmo... lo devo prima sentire.















permalink | inviato da Jane Jones il 5/4/2008 alle 19:55 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa
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